Arrivando a Orosei dall'interno, c'è un momento in cui il paesaggio cambia colore. Tra il verde scuro della macchia mediterranea compaiono pareti chiarissime, tagliate a gradoni perfetti, che brillano al sole come neve fuori stagione. Sono le cave del Monte Tuttavista, la montagna calcarea che domina il paese. Da qui si estrae il cosiddetto marmo di Orosei, la pietra che negli ultimi decenni ha accompagnato la crescita del paese insieme all'agricoltura e al turismo.
Una pietra che si chiama marmo, ma non lo è
Per un geologo il "marmo di Orosei" non è un marmo in senso stretto, ma un calcare sedimentario: una roccia nata in ambiente marino in ere geologiche lontanissime, fatta di frammenti di organismi fossili e piccoli granuli tenuti insieme da calcite cristallina. Nel linguaggio commerciale, però, tutte le pietre calcaree compatte e lucidabili vengono chiamate marmi, e così è stato anche per questa.
Il colore va dal bianco crema al beige e al nocciola, con venature più scure e sottili lamine di calcite che disegnano trame sempre diverse. Le venature chiare sono dovute all'alternanza di strati calcarei e dolomitici. Sul mercato la pietra circola con diversi nomi, tra cui Biancone di Orosei, Daino Reale e Breccia Sarda, e viene considerata la pietra più importante estratta in Sardegna, sia per quantità sia per estensione dell'area di cava. Si usa per pavimenti, rivestimenti, scale, soglie e piani di lavoro.
Dal basalto al marmo: una storia recente
La vocazione di Orosei per la pietra è antica, ma ha cambiato materiale nel tempo. Nell'Ottocento, prima che si scoprissero le potenzialità del calcare, nel territorio si cavava soprattutto pietra vulcanica, il basalto scuro. Già all'inizio dell'Ottocento, comunque, la qualità della materia marmorea del Tuttavista era nota.
L'estrazione su scala industriale è arrivata nella seconda metà del Novecento, e la maggiore attività delle cave ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del paese. Oggi il comparto lapideo è una delle colonne dell'economia locale, accanto al turismo e all'agricoltura specializzata della piana.
Un tesoro nascosto: i fossili del Monte Tuttavista
Le cave hanno restituito anche qualcosa di inatteso. Scavando la roccia, sono venute alla luce antiche fessure carsiche riempite di sedimenti, veri e propri archivi naturali. I paleontologi che le hanno studiate vi hanno riconosciuto circa ottanta diverse specie di vertebrati fossili, tra pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, in un arco di tempo che va dal tardo Pliocene fino all'Olocene.
Tra i resti ci sono animali che oggi non esistono più, come il cervo endemico Praemegaceros cazioti e un piccolo caprino, il Nesogoral. Questi depositi raccontano le diverse fasi in cui la fauna arrivò in Sardegna dal continente e poi si adattò all'isolamento. La prima segnalazione dei fossili si deve proprio a un esperto di cave del posto: un bell'esempio di come lavoro e scienza possano incontrarsi.
Il paesaggio di pietra della Baronia
Il Tuttavista è una montagna di scisti, dolomie e calcari, con la cima di calcare compatto bianco giallastro che raggiunge circa ottocento metri. Sui suoi versanti convivono pinete, macchia mediterranea, pareti rocciose amate dagli arrampicatori e, appunto, le cave. Il contrasto tra il verde, il bianco della pietra e l'azzurro del golfo è una delle immagini più caratteristiche della Baronia.
Come osservarlo e qualche consiglio
- Le cave sono aree di lavoro private: non si visitano liberamente. Il colpo d'occhio migliore si ha dalle strade che salgono verso l'interno e dai punti panoramici.
- Guarda la pietra in paese: soglie, scalini e pavimentazioni raccontano l'uso quotidiano dei materiali locali.
- Abbina la natura: dopo le cave, scendi verso la costa per un bagno a Osalla di Orosei o spingiti a nord fino all'Oasi di Biderosa, a circa 13 km dal paese.
Chi soggiorna a Casa Shardana Orosei ha il Tuttavista sempre all'orizzonte: dal centro del paese, a pochi passi dalla casa, basta alzare lo sguardo per vedere le sue pareti chiare cambiare colore con la luce del giorno, dal bianco abbagliante di mezzogiorno all'oro del tramonto.
Il Golfo di Orosei dalla porta di casa
Un appartamento al piano rialzato a pochi passi dal centro di Orosei, punto di partenza per le spiagge del golfo e i sentieri dell’entroterra della Baronia.